Große Tour
Tour storico
L'Italia ha una lunghissima storia. Conoscerla aiuta spesso a capire un po' meglio questo paese dai mille volti e dalle mille contraddizioni.
Prima dell'impero romano
In Italia sono presenti resti di civiltà antichissime, come ad esempio i camuni in Val camonica, una popolazione che ci ha lasciato la più grande raccolta a livello europeo di incisioni rupestri e le cui origine sono documentate almeno fino a 8000 anni fa.
Sono però essenzialmente due le civiltà che segnano la storia d'Italia prima dell'avvento dei romani: gli etruschi e i greci.

© Foto: www.goldsmith.it
Gli etruschi sono una popolazione che si stabilisce in una zona compresa tra la Toscana e il Lazio circa 3000 anni fa. La loro origine è oggetto di grandi discussioni da parte degli storici, anche se la tradizione dice che questo popolo fosse di origine orientale e giunse in Italia guidato dal proprio capo, Tirreno (da cui prenderebbe il nome il Mar Tirreno), poco dopo la fine della guerra di Troia.
Il periodo di massimo splendore della civiltà etrusca si ha tra il VII e il V secolo a.C. Subito dopo comincia un lento declino, parallelo all'ascesa di Roma, che porta alla scomparsa definitiva di questo popolo.

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Più o meno contemporaneamente agli etruschi, i greci si insediano in varie zona dell'Italia meridionale, fondando numerose colonia in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Questa zona assume così il nome di Magna Grecia. A differenza delle colonie greche orientali, questi insediamenti sono politicamente slegati dalla madrepatria e si costituiscono in tante città-stato indipendenti.
I coloni greci si limitano a prendere possesso della zona costiera, non penetrando mai nell'interno. L'agricoltura e il commercio via mare si sviluppano presto fino a diventare i pilastri principali dell'economia della zona.
Le nuove colonie si distinguono però anche per una fiorente attività culturale e scientifica, come ad esempio la scuola pitagorica a Crotone (attuale Calabria), che prende il nome dal grande scienziato Pitagora (571-496 a.C.).
Anche il declino della Magna Grecia, databile attorno al III secolo a.C. viene messo in relazione alla crescente potenza di Roma.
L'impero romano
La leggenda vuole che la città di Roma venga fondata dai gemelli Romolo e Remo nel 753 a.C.. Tradizione a parte gli storici sembrano concordare sul fattoc he la città sia stata fondata nell'VIII secolo a.C. dagli etruschi (di origine etrusca furono tutti i primi re). Romolo è stato il primo re, quello che ha dato alla città le sue principali istituzioni civili e il senato. L'ultimo dei sette re di Roma è tarquinio il superbo, che, a causa del suo atteggiamento, viene cacciato dalla popolazione nel 509 a.C..
Ha così inizio la fase repubblicana della storia di Roma antica, che vede dal punto di vista territoriale una forte e veloce espansione in tutta Italia e, n seguito, in tutto il bacino del mediterraneo. Durante le guerre di espansione Roma sottomette fra gli altri, i Galli, i Greci e i Cartaginesi (la distruzione di Cartagine avviene nel 146 a.C.), che, sotto la guida di Annibale, avevano rappresentato il nemico più duro nella lotta per la supremazia del Mar Mediterraneo.
Sotto la guida di Caio Giulio Cesare i romani sconfiggono definitivamente i Galli. A Roma, però, la popolarità crescente di Cesare è vista con diffidenza. Infatti Cesare, con un colpo di mano, riesce a prendere il potere e ad instaurare una dittatura. L'avventura politica di Cesare finisce con il suo assassino avvenuto alle idi di marzo del 44 a.C. a seguito di una congiura guidata da Bruto e da Cassio.
Dopo l'uccisione di Cesare si apre un vuoto politico che viene colmato solo da Ottaviano, che, nel 27 a.C. diventa il primo imperatore di Roma con il nome di Ottaviano Augusto
Tuor politico
Tour economico
Tour culturale
Il cinema
Il Neorealismo
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale l'Italia è un paese distrutto. In questo contesto si sviluppa il Neorealismo, un movimento che riguarda tutte le forme di arte, ma in particolare il cinema.
Il cinema neorealista ha lo scopo principale di rappresentare la situazione reale del Paese. Per questo le trame dei film trattano spesso di famiglie povere, gli attori sono spesso persone comuni e non dei professionisti. Inoltre i registi del neorealismo, tra cui Luchino Visconti, Roberto Rossellini e Michelangelo Antonioni, fanno molta attenzione all'uso della lingua. Per questo in molti film la gente parla in dialetto. Inoltre il cinema neorealista si propone di non truccare la realtà neanche per quello che riguarda l'immagine, quindi spesso rinuncia, ad esempio, alle riprese in studio e all'illuminazione artificiale.
Film come La terra trema e Roma città aperta ottengono successo e riconoscimenti a livello internazionale.
La commedia all'italiana
La stagione del cinema neorealista dura, nonostante il successo ottenuto, solo pochi anni.
In contemporanea si sviluppa anche il genere della commedia, spesso conosciuta come commedia all'italiana, una definizione che fa riferimento al titolo di un film di Pietro Germi: Divorzio all'italiana (1961) con Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli, due tra i più importanti attori del cinema italiano. Questo film ha vinto anche un Oscar nel 1963 per la migliore sceneggiatura originale.
Una scena de Il sorpasso
(Quelle:Wikipedia)
A questo filone del cinema italiano si legano i nomi dei principali attori contemporanei di questo Paese, da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, da Monica Vitti a Claudia Cardinale, oltre ai già citati Mastroianni e Sandrelli.
Uno dei registi più importanti della commedia all'italiana è senza dubbio il toscano Mario Monicelli, di cui si ricorda soprattutto il film Amici miei.
Gli anni '60 sono il periodo del boom economico e anche il cinema risente dei cambiamenti che modificano radicalmente la società italiana. Fra i tanti film di questo decennio è importante ricordare Il sorpasso, di Dino Risi, un film che riesce a mischiare bene la comicità e la serietà del soggetto, con Vittorio Gassman nel ruolo del protagonista. Il finale drammatico della pellicola e la colonna sonora, con pezzi di Edoardo Vianello (con Guarda come dondolo) e Domenico Modugno (con Vecchio frack) sono altri due elementi che contribuiscono a rendere questo film uno dei capolavori di quegli anni.
Oltre il Neorealismo: Antonioni e Fellini
Oltre alla commedia all'italiana, a partire dalla metà degli anni '50 si sviluppa anche un'altra corrente del cinema italiano, caratterizzata da un maggiore impegno e che affonda le proprie radici nel Neorealismo. Gli esponenti principali sono soprattutto Michelangelo Antonioni (con film quali Le amiche, Il grido e la trilogia L'avventura, La notte e L'eclissi) e Federico Fellini, con capolavori come La strada (1954), con una bravissima Giulietta Masina nel ruolo di Gelsomina, La dolce vita (1960), con la famosa scena di Anita Ekberg che fa il bagno nella Fontana di Trevi e ancora 8 1/2 (1963), Amarcord (1973) e La città delle donne (1980).
Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini
(Quelle:Wikipedia)
Un caso a parte è Pier Paolo Pasolini, regista, attore e scrittore, che nelle sue opere si oppone alla morale del tempo. Pasolini è un personaggio di rottura, che fino alla sua morte, avvenuta in circostanze poco chiare a Ostia nel 1975, non si è mai stancato di combattere a tutti i livelli (letterario, cinematografico e politico) per proporre nuovi valori contrari al perbenismo della società italiana a cavallo fra gli anni '60 e '70.
I suoi film, da Mamma Roma, (1962) con Anna Magnani nel ruolo di una prostituta, Il vangelo secondo Matteo (1964), una tra le più apprezzate ricostruzioni cinematografiche della vita di Gesù, Uccellacci e uccellini, una favola moderna con il comico Totò nell'unica interpretazione drammatica della sua carriera, Edipo re (1967), Teorema (1968) e le trasposizioni cinematografiche del Decameron (1971) e I racconti di Canterbury (1972) hanno tutti scatenato lunghe polemiche.
Pasolini, che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità e della sua simpatia per l'ideologia comunista, è uno dei personaggi più importanti di quegli anni, anche se le sua posizioni sono spesso state considerate estreme e la sua opera è spesso stata discriminata.
La stagione del cinema impegnato
I movimenti studenteschi della fine degli anni '60 e quelli del decennio successivo influenzano anche il cinema, che, oltre al filone della commedia, si sviluppa anche in un genere più impegnato socialmente e politicamente. In questo contesto nuovi registi continuano e potenziano l'opera iniziata già anni prima tra gli altri da Francesco Rosi (Salvatore Giuliano, il film che narra la storia del famoso bandito siciliano, è del 1961). Tra i film più importanti si ricodano Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), di Elio Petri, la trasposizione cinematografica del romanzo di Sciascia Il giorno della civetta (1967) di Damiano Damiani e Il caso Mattei (1972), un film-inchiesta in cui il regista Francesco Rosi cerca di far luce sulla misteriosa scomparsa di Enrico Mattei, manager del più importante gruppo statale italiano, l'ENI.
Lo Spaghetti-Western

Clicca sull'immagine per vedere uno spezzone de Il buono, il brutto e il cattivo
Nello stesso periodo anche un altro genere ottiene un grande successo, non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello internazionale: lo spaghetti-western.
Con questa definizione si intendono tutta una serie di film girati in Italia con attori americani ancora non conosciuti, come Clint Eastwood. I film più importanti sono sicuramente quelli della cosidetta Trilogia del dollaro, girati da Sergio Leone e con la colonna sonora di Ennio Morricone: Per un pugno di dollari (1963), Per qualche dollaro in più (1964) ed infine Il buono, il brutto, il cattivo (1966).
Sono considerati spaghetti-western anche film che uniscono all'ambientazione classica dei western una trama comica più legata alla tradizione della commedia all'italiana. Tra i tanti titoli ricordiamo Lo chiamavano Trinità e ...continuavano a chiamarlo Trinità, con il duo comico Bud Spencer e Terence Hill, i nomi d'arte di Carlo Pedersoli e Mario Girotti.
La crisi degli anni '80
Il cinema italiano attraversa, tra la fine degli anni '70 e la metà degli anni '80, un periodo di lunga crisi. In questi anni il cinema d'autore rimane una cosa isolata, spesso slegata dal resto del movimento, con tutta una serie di film che difficilmente si inseriscono in uno sviluppo comune. Tra le pellicole principali figurano La città delle donne (1980), di Fellini, L'albero degli zoccoli (1978), di Ermanno Olmi, vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes e Bianca (1984), di Nanni Moretti. Anche se non è un film completamente italiano, non si può dimenticare L'ultimo imperatore (1987), la pellicola di Bernardo Bertolucci vincitrice di 9 Oscar.
Proprio in questo periodo ottengono un grandissimo successo di pubblico i cosiddetti film trash, commedie di poco valore artistico che hanno però il merito di rompere con alcuni tabù della società italiana, specie quelli legati alla sfera sessuale. A questo genere di film legano la propria popolarità (almeno in parte) attori come Lino Banfi, Diego Abatantuono, Alvaro Vitali, Gloria Guida ed Edwige Fenech.
Fantozziana è una persona o una situazione molto sfortunata, quasi grottesca.
Si può considerare parte del genere trash anche la serie di film che hanno come protagonista il ragionier Fantozzi, il personaggio comico creato da Paolo Villaggio che ha segnato la società italiana così tanto, che oggi esiste addirittura l'aggettivo fantozziano. Dei tanti film che narrano le disavventure di Fantozzi ricordiamo i primi due: Fantozzi (1975) e Il secondo tragico Fantozzi (1976).
Dagli anni '90 a oggi
Una nuova generazione di registi ha contribuito a riportare il cinema italiano ad un buon livello a partire dalla fine degli anni '80. A simboleggiare questa rinascita è Nuovo Cinema Paradiso, il film con cui il regista Giuseppe Tornatore ha vinto l'Oscar per la miglior pellicola straniera nel 1990, un successo bissato due anni dopo da Gabriele Salvatores con Mediterraneo, una storia ironica e amara su un gruppo di soldati italiani sperduti su un'isola della Grecia durante la seconda guerra mondiale.
Per il cinema d'autore degli anni '90 deve essere ricordato anche Massimo Troisi, che, dopo una serie di film comici, come Ricomincio da tre (1981) e soprattutto Non ci resta che piangere (1984), assieme a Roberto Benigni, ha ottenuto con Il postino riconoscimento a livello internazionale.
Il cinema impegnato degli anni '90 si lega soprattutto al nome di Nanni Moretti, con Caro Diario (1994), Aprile (1998) e il film vincitore della Palma d'oro di Cannes La stanza del figlio (2000), ma anche a Roberto Faenza, con la trasposizione del romanzo di Tabucchi Sostiene Pereira (1995), una delle ultime interpretazioni di Marcello Mastroianni e I cento passi, di Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio nel ruolo di Peppino Impastato, un giovane che ha combattuto contro la mafia e per questo ha pagato con la vita.
Il nuovo cinema italiano ha saputo, negli ultimi anni, tornare a grandi livelli sia nel genere drammatico, sia nel genere della commedia. La tradizione della commedia all'italiana è stata rinverdita da Leonardo Pieraccioni, che si richiama apertamente a Mario Monicelli e che con Il ciclone ha ottenuto un grandissimo successo, dal trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, autori di una serie di film comici molto apprezzati come Tre uomini e una gamba o Chiedimi se sono felice. Commedie di spessore sono Pane e Tulipani, del regista milanese Silvio Soldini e il commovente La vita è bella, una pellicola con cui Roberto Benigni, ha vinto l'Oscar per la miglior pellicola di lingua non inglese nel 1998.
Tra i registi emergenti di questi ultimi anni uno dei più importanti è Gabriele Muccino, che con film come Come te nessuno mai (1999), L'ultimo bacio (2001) e Ricordati di me (2003) ha saputo, forse meglio di ogni altro, portare sul grande schermo i cambiamenti della società italiana contemporanea.
In questi ultimi anni si è imposta anche una nuova generazione di attori, come Stefano Accorsi, Laura Morante, Giovanna Mezzogiorno, Sabrina Ferilli, il già citato Lo Cascio e, soprattutto per i film comici a forte carattere regionale, Carlo Verdone.
Link
Approfondimenti:
- Storia del cinema italiano dal dopoguerra ad oggi
- Storia del cinema italiano
- Momenti del cinema italiano
- Attori, attrici e registi
- Attori italiani
- Attrici italiane
- Registi italiani
Multimedia:
- Spezzone da Aprile
- Spezzone da Fantozzi contro tutti
- Spezzone da Amici miei atto II
- Spezzone da Tre uomini e una gamba
- Spezzone da Bianco Rosso e Verdone
- Spezzone da Totò e Peppino
- Spezzone da Pane e tulipani
- Spezzone da Non ci resta che piangere
Tour culinario
È impossibile descrivere in poche parole la varietà della cucina italiana, famosa e rinomata in tutto il mondo. Quelli che seguono sono quindi più che altro appunti in ordine sparso.
Lungo le coste dell'Italia meridionale si pescano grossi pesci spada e tonni, che sono quindi un elemento caratteristico della cucina di questa zona. Lontano dalle coste si allevano pecore, capre e maiali. Per quanto riguarda la verdure, due prodotti che non mancano mai sono le melanzane e i pomodori. Ricette come quella della cassata siciliana o dei cannoli testimoniano l’influenza araba su questa regione.
La cucina della zona alpina è molto varia. Praticamente ogni valle ha una tradizione culinaria propria. In generale si può dire che questa cucina è molto nutritiva. Prodotti tipici di questa zona sono quelli del pascolo, tra i quali soprattutto i formaggi come la fontina. Inoltre si trovano polenta, pane, burro, speck e funghi. Gli abitanti di questa regione mangiano spesso anche i canederli, che sono delle specie di gnocchi a base di patate. Un altro prodotto tipico di questa parte d’Italia, conosciuto in tutto il mondo per la sua bontà, è il prosciutto di San Daniele, prodotto soprattutto nell'omonimo paese in Friuli.
Nella Pianura Padana sono di casa soprattutto i risotti e le paste. Qui ci sono, infatti, molte risaie, che forniscono la materia prima per una serie infinita di gustosissime variazioni di questa ricetta. I molti pascoli sono la base per prodotti famosi come il prosciutto, la coppa o la mortadella o il salame. Anche tantissime ricette a base di pasta, come le lasagne, i tortellini o le tagliatelle fanno apprezzare la cucina di questa zona in tutto il mondo.
La cucina tipica della zona tirrenica dell'Italia meridionale, principalmente della Campania, è speziata, semplice e molto fantasiosa. Un esempio di questa fantasia è la ricetta che forse più di ogni altra ha reso famosa la cucina italiana nel mondo: la pizza. Verdura, pomodori e formaggio sono quasi sempre presenti e spesso arricchiscono le tante ricette a base di pasta.
Sul versante adriatico, in una zona che comprende più o meno Abruzzo, Molise e Puglia, si trovano molti prodotti ovini, cioè derivati dalle pecore, come la carne di pecora e di agnello e il formaggio, tra cui basta ricordare il caciocavallo e la scamorza. Inoltre ci sono moltissimi oliveti, che danno un olio d’oliva famoso e molto saporito e poi ancora peperoncini e peperoni rossi. Poiche questa è una zona di mare, il pesce è naturalmente un altro elemento fondamentale di questa cucina.
La cucina ligure si differenzia da quella delle altre regioni del Nord Italia, in quanto risente dell'influenzata dalle caratteristiche del territorio: mare, ma anche montagna. Sulle piccole terrazze delle montagne che spesso arrivano fino al mare, si coltivano molti ortaggi e molta frutta. La verdure e il pesce sono le due cose che più caratterizzano la cucina di questa zona. I piatti si condiscono con un buonissimo olio d’oliva, anch’esso un prodotto di questa regione e uno degli ingredienti fondamentali del famoso pesto alla genovese.
La cucina dell'Italia centrale (Toscana, Umbria, parte delle Marche e Lazio settentrionale) è semplice e di origine contadina. Qui si usa l’olio di oliva al posto del burro. Pomodori e legumi sono alimenti tipici e presenti in molte ricette. Inoltre molto saporita è la carne di una razza particolare di mucche, la chianina. Con questa carne si fanno le “fiorentine”, enormi bistecche cotte alla brace. Questa zona inoltre fornisce una serie di vini famosi e molto apprezzati, come ad esempio il Chianti.
La Sardegna ha in comune con il Lazio un grande amore per il formaggio di pecora, detto, appunto, pecorino. Anche la ricotta, un altro prodotto del latte di pecora, è molto apprezzato. Soprattutto nella zona vicino alla capitale la cucina è molto nutriente e saporita, con tante ricette a base di strutto e di lardo. Molto apprezzati sono anche i secondi di carne, come ad esempio l’abbacchio, fatto con una carne di agnello molto tenera.
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